Masdar City

Un miraggio teorico o una realistica possibilità?

Abbiamo preso in prestito il titolo di un intervento del prof. Gabriel Tang (Sheffield Hallam University, UK) presentato in occasione della seconda conferenza internazionale di architettura sostenibile organizzata dal centro di studi sull’architettura islamica (CSAAR, www.cssaar.com) ad Hamman lo scorso Luglio (durante la quale è stata presentata una overview sul Premio Internazionale Architettura Sostenibile) per introdurre questa riflessione.

Masdar City,  disegnata dallo studio di architettura londinese Foster and Partners, sarà realizzata nel cuore di Abu Dhabi, tra la riva del mare e il nuovo aeroporto: una vera città-fortezza protetta da bastioni.

La costruzione sarà effettuata in due fasi, partendo da una centrale fotovoltaica di 40 megawatt che produrrà energia senza CO per costruire una città pronta ad ospitare 50mila abitanti.  La prima pietra sarà posata tra pochi mesi ed i lavori dovrebbero terminare entro il 2012.



La città sorgerà su un’area di 6 chilometri quadrati. L’elettricità sarà fornita da impianti fotovoltaici, solari e a vento, l’acqua da un impianto di desalinazione alimentato dal sole. Il 99% dei rifiuti sarà riusato, riciclato, finirà in compostaggio e termovalorizzatori. Mentre per il trasporto sarà favorito quello pubblico, il car sharing, mezzi a bassa emissione.

Dalle recenti affermazioni di Gerard Evenden, Project Architect del masterplan di Masdar presso Foster and Partners, emerge tutta la convinzione nella riuscita di questa ambizioso progetto, che raggiunge il top dell’efficienza ambientale grazie alle più aggiornate tecnologie di gestione idrica, dei rifiuti, dell’energia solare e del sistema di trasporto urbano.



Ma le critiche non mancano di certo, a partire da quella che si chiede perché costruire una città sostenibile in mezzo al deserto dove ogni risorsa costa di più e l’ambiente è inadatto ad ospitare un0’insediamento umano.

Lo stesso costo esorbitante della sua realizzazione (si parla di 22 miliardi di dollari!) fa dubitare molti sull’opportunità di estendere il concept di Masdar city ad altre realtà visto che ben pochi paesi potrebbero affrontare un simile investimento.

Diversi esperti di architettura sostenibile infatti si chiedono se non sia invece possibile prendere esempio dalle architetture storiche mediorientali  e da queste basare un progettazione sostenibile su low technologies anziché investire miliardi di dollari in delicatissime e costosissime tecnologie.

Forse è lecito chiedersi se in fondo stiamo andando davvero nella giusta direzione.


Postato nella categoria: Architettura e sostenibilità.

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