Una casa in ticino

Davide Macullo architects


 

Costruita su uno dei pendii meglio esposti dell’intero Canton Ticino, affacciato sulla valle tra Locarno e Bellinzona e verso il Lago Maggiore, questa casa declina in nuove soluzioni temi che ricorrono in numerose nostre realizzazioni. Questo progetto fa emergere la nostra preoccupazione sul tema per esempio dell’insediarsi dei volumi sul terreno, la relazione con l’orografia e con il paesaggio, naturale e costruito.

Invece di appoggiare un nuovo, ennesimo, parallelepipedo sulla superficie dolcemente inclinata di un pendio “fortunato” e perciò già intensamente sfruttato, si è  ripresa l’idea, di costruire realizzando un volume che si sovrappone al profilo naturale del terreno, seguendolo in modo che la copertura formi una sorta di piano parallelo al suolo, sotto il quale si distribuiscono gli ambienti abitati.

L’impatto visivo del nuovo volume viene così attenuato e a questo risultato contribuisce l’articolazione della pianta che viene ripresa in alzato e nella sagoma del tetto.



Il colore scuro e la leggerezza del rivestimento esterno fanno il resto, denunciando, di fatto, l’incongruità degli oggetti edilizi immediatamente  vicini e, più in generale, di una consuetudine che ha portato a imporre pesanti segni sul volto del territorio prealpino.

La casa si articola su tre livelli, due seminterrati e solo l’ultimo interamente fuori terra.

Il piano inferiore, a livello della strada, ospita l’accesso veicolare e il garage; il piano intermedio è dedicato a funzioni comuni secondarie, mentre il piano superiore è interamente occupato da una vasta zona giorno e due camere che si protendono verso l’ambiente esterno con il patio coperto e l’accesso a giardino e piscina.





Gli obiettivi da raggiungere in questo progetto erano gli aspetti sensoriali e di benessere psico-fisico degli abitanti, la salubrità degli ambienti interni, una buona performance dal punto di vista dei consumi energetici, l’uso di materiali rinnovabili o riciclabili. Ne è risultata una strategia composita che vede come protagonisti cemento, legno e rame.

I primi due livelli, in parte scavati nel pendio, sono realizzati in calcestruzzo armato, l’ultimo livello in legno.

Il “basamento” incassato nel terreno ha il compito di fornire inerzia termica al volume edificato, mentre al legno sono affidati i risultati in termini di salubrità e comfort nella zona giorno, quella dove si passa la maggior parte del tempo.

L’involucro in blocchi di legno è fortemente coibentato sulla faccia esterna con uno strato isolante protetto da adeguata impermeabilizzazione. La pelle più esterna è costituita da un rivestimento in elementi modulari di rete in rame con una funzione di protezione e schermatura.

L’elevata riciclabilità, tanto del sistema in blocchi prefabbricati in legno quanto del rivestimento in rame rappresenta il maggior contributo di questo progetto in termini di sostenibilità del ciclo di costruzione, cui dà un contributo anche la sensibile riduzione della durata e dell’impatto (polveri, rumore, rifiuti, trasporti, ecc.) del cantiere, ottenuta in particolare grazie all’uso del sistema a moduli in legno.



 


Fin dalla fase del programma del progetto è stato determinato più volte il fabbisogno calorico dell’edificio che ha dovuto rispettare i limiti fissati dalle norme professionali e dai decreti legislativi svizzeri. La soluzione architettonica richiede un fabbisogno termico annuo per il riscaldamento pari a 61 kWh/mq, ritenuto un buon risultato per un edificio progettato nel 2004.

Per la produzione del calore si è fatto capo a una termopompa aria/acqua. Il medio frigorigeno impiegato (R 407C) permette d’operare a temperature di mandata di 65°C che tuttavia sono state utilizzate unicamente per la produzione di acqua calda di consumo al fine d’escludere la presenza del batterio della legionella. I pannelli radianti riscaldanti operano invece alla temperatura massima di mandata di 45 °C, in modo che durante questo ciclo la pompa di calore possa raggiungere un effetto utile (COP) superiore a 3. I 1500 litri di capacità dell’accumulatore e l’inerzia  termica dei massetti permettono la selezione prioritaria della produzione di acqua calda per usi sanitari senza provocare scompensi termici negli ambienti riscaldati. Per soddisfare celermente l’esigenza dell’utenza concernente l’acqua calda di consumo, la scelta della pompa di calore è caduta su un modello erogante 13 kW, potenza leggermente superiore alle richieste effettive di riscaldamento dei locali. L’istallazione di ulteriori collettori solari termici aumentano la performance di guadagno energetico gratuito.






CREDITI

Architetto: DAVIDE MACULLO  -  Lugano – Switzerland

Collaboratori: LAURA PEROLINI, MARGHERITA PUSTERLA, MICHELE ALBERIO

Ingegnere civile: ANDREOTTI & PARTNERS SA

Fisico del costruzione: FRANCO SEMINI

Direzione Lavori: ENNIO MAGETTI

Fotografo: ENRICO CANO

Data realizzazione: 2006 – 2007

Superficie: 232 mq

Postato nella categoria: Progetto del mese.

5 Risposta a Una casa in ticino

  1. Federica scrive:

    Complimenti per il concetto totale di questa costruzione. La trovo un must. Non so quanto possa essere il costo di acquisto, ma è senza dubbio il tipo di abitazione che sceglierei qualora potessi.
    Mi sembra di capire che sia stata costruita su di un terreno a “scalino”; questo è stato creato oppure era il piano naturale del terreno?Grazie

  2. admin scrive:

    Gentile Federica, in effetti l’architetto Macullo ha saputo gestire con sapienza il pendio naturale adattando l’edificio allo stesso ma realizzando anche alcuni terrazzamenti artificiali.
    Se ti interessa il progetto puoi dare un’occhiata al volume edito da Maggioli “Progetti per l’abitare” all’interno del quale troverai un catalogo progetti contenente anche questa bella realizzazione.

    Per info
    http://www.mailingmaggioli.it/edilizia/schede/57550.html

  3. Federica scrive:

    Grazie per i riferimenti circa il catalogo. Sicuramente questo è un progetto di grande prestigio per la presenza, vedo, di livelli professionali, di grande valore tecnico anche per l’impiego di materiali e applicazioni su determinati contesti ambientali. Il progetto presentato su questo post mi piace molto e senz’altro non sarà l’unico altamente apprezzabile.Tra l’altro leggo la presenza di progetti di housing multifamiliare. Ciò mi rimanda un pò all’esperienze di co-housing i cui progetti recentemente vanno su formule di efficienza energetica.

  4. Titto Olliemag scrive:

    Ma perche’ sono nato in Italia. Bastava un qualche km in la e la vita sarebbe stata diversa! Sara’ per la prossima…

  5. Cassino Bestanti scrive:

    per la prossima… vita?
    no dai! al massimo trasferisciti!


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