Architettura religiosa a Caltagirone

Francesco Sagone e Antonino Virginia

 

            
Quest’opera nasce da un concorso di idee ad inviti indetto nel 2001 dalla Diocesi di Caltagirone.
Per affrontare questo tema i progettisti, Francesco Sagone e Antopnio Virginia si sono interrogati sul mistero della fede, ma anche sui tentativi storici di dare forma  a questo mistero.
L’opera si trova in un ambito urbano caratterizzato da un diffuso degrado fisico e sociale e da una scarsa coesione urbana, e da fattori di marginalità.
Il linguaggio utilizzato tende alla semplicità, nell’uso degli elementi formali e cromatici.
La chiesa è un corpo edilizio puro, bianco, posizionato lungo un asse longitudinale ( asse borrominiano ) est/ovest, cinto da una forte zoccolatura.
Un volume che vuole esprimere solidità e rigore. A pochi elementi compostivi è affidata l’architettura della chiesa: all’altezza dell’edificio; all’alto campanile sul sagrato, staccato dal volume della chiesa ma pensato come elemento facente parte di un disegno unitario ed anche come elemento di riferimento per la comunità; ad un esonartece, rivestito in COR-TEN, con ingresso principale laterale; ad una lunga finestra, a filo dell’intradosso del solaio, tale da distribuire all’interno  una luce diffusa, analitica, misurata; ad un volume puro posto a filo della facciata principale che ingloba al suo interno l’area battesimale.



L’interno è stato risolto da graduali passaggi di luce che hanno il compito, durante l’arco della giornata, di esaltare ogni relazione spaziale tra le diverse parti e di riempire di virtualità poetica ogni angolo della chiesa.
Gli autori hanno puntato su un prospetto conciso, che riscatti la presenza della costruzione rispetto all’anonimato del paesaggio urbano in cui è inserita la chiesa.
Per il campanile si è voluto un campanile, affinché lo si riconoscesse subito, nel suo significato religioso. E’ stato posizionato staccato dall’aula, ma il linea col prospetto, concepito cavo perché “risuoni” quando il vento lo attraversa e alto tanto quanto è sufficiente perché diventasse un “fuoco” per la comunità religiosa e nel paesaggio urbano e naturale.




Quella di Sagone e Virginiaè stata una prova di misura, un esercizio di economia espressiva: hanno puntato sulla moderazione e sulle virtù che il delicato rispetto dell’economia nell’impiego dei mezzi espressivi garantisce ad un lavoro.
Gli arredi sacri sono stati ideati dallo Scultore Salvatore Cipolla, recentemente scomparso mentre.
principi ecosostenibili e di energia rinnovabile caratterizzano l’intervento come il rivestimento termoisolante a cappotto e  l’impianto fotovoltaico.






Postato nella categoria: Premio Architettura Sostenibile.

Una risposta a Architettura religiosa a Caltagirone

  1. Misia scrive:

    Ciao! Seguite anche il sito http://www.andymag.com/ è molto interessante e si trovano interviste a personaggi del mondo della creatività a 360°!


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