Medioevo contemporaneo

Il progetto di Barozzi-Veiga per l’ampliamento del Centro di Promozione D.O.C. “Ribera del Duero”

                     

                       

Situato su una collina con vista sul paesaggio del Duero, Roa è un paese che ancora oggi conserva tracce dell’antica muraglia medioevale. Ed è proprio su questa antica linea difensiva – sulla soglia fra urbano e paesaggio – che sorge la nuova sede del Centro di Promozione della D.O.C. “Ribera del Duero”, prendendo forma compiuta attraverso la definizione di due semplici elementi architettonici. Uno è la nuova torre che segna in modo netto e preciso il limite urbano e si relaziona con il paesaggio piatto della ”meseta” e l’altro è l’antico Ospedale di San Juan del XVI secolo, ristrutturato ed ampliato per poter accogliere tutte gli spazi amminstrativi del Centro. A questi due elementi architettonici si aggiungono due volumi perimetrali minori – uno si addossa ad un edificio esistente mentre l’altro recupera l’antico muro preesistente di una chiesa seicentesca -che fungono da lucernari portando luce zenitale agli spazi collocati nell’edificio zoccolo inferiore. Fra i frammenti del costruito si inserisce delicatamente una nuova piazza pubblica che li ricompone in un tutto unitario e apre viste panoramiche verso il paesaggio circostante.



La riflessione sulla condizione di limite che presenta il contesto rappresenta la condizione essenziale del progetto. L’intervento è attento alla ricomposizione della piccola scala del contesto, ma al contempo si relaziona con l’orizzonte e la monumentalitá del paesaggio attraverso la torre. Pertanto il nuovo edificio si può leggere come un elemento di transizione tra il paesaggio urbano, nel quale si inserisce, e il paesaggio naturale verso il quale si affaccia, dando forma ad un nuovo elemento identitario del luogo. La materialità del progetto, ottenuta dalla lavorazione dettagliata e attenta del rivestimento in pietra che unifica tutte le superfici dell’intervento, intensifica l’intima relazione che il progetto ricerca con l’intorno. Il progetto propone una conclusione materiale al frammento esistente, evidenziando la necessità di definire un termine che esprima la discontinuità temporale della parte nuova e vecchia. Questo elemento si configura come un elemento dipendente – seguendo le linee dell’elemento antico – che dichiara l’impossibilità di una riproposizione autentica delle tracce storiche.



Da questo elemento, attento alla ricomposizione a piccola scala del contesto urbano, il progetto acquisisce una sua indipendenza e si muove verso la grande scala, verso il lontano paesaggio, ormai capace di confrontarsi a distanza. Un elemento emergente che postula una continuità archetipa con il contesto, con le sue raffigurazioni, che stabilisce un dialogo con l’orizzonte della meseta e la monumentalità del paesaggio, identificandosi come un monolite atemporale. Il progetto sorge sulla soglia dell’urbanità e qui, al contempo, accoglie il paesaggio e lo ricerca, assumendo la duplicità propria dell’architettura: gravitare tra necessità terrene e abitare la perenne rotta verso terre lontane. La materialità del progetto, attraverso l’utilizzo della pietra, intensifica il carattere del paesaggio permettendone una lettura sensoriale. Viceversa, la composizone dissonante delle  aperture permette di trovare un linguaggio in cui la differenza esprime la condizione contemporanea del progetto. La tonalità e la materialità delle facciate rispondono alle esigenze di integrazione all’interno del contesto, riprendendo il carattere della pietra dell’edificio esistente.



La copertura invertita, non transitabile e rifinita in pietra, è stata trattata nello stesso modo della facciata così da trasmettere un carattere unitario e plastico all’edificio. L’unica variazione consiste nell’integrazione del tubo pluviale nella stessa superficie della copertura in modo da stabilire una continuità tra questa e la superficie della facciata. Per la stessa ragione i serramenti dei lucernari sono stati mantenuti complanari alla superficie. La piazza situata al livello due è costituita da un pavimento in pietra spessa 3cm  realizzato con la stessa pietra utilizzata per la facciata. È posato sopra un massetto di cemento, barriera al vapore, tessuto non tessuto, isolamento termico di polistirene estruso, guaina impermeabilizzante bituminosa, calcestruzzo cellulare per formazione di pendenze, solaio di calcestruzzo cellulare di 40 cm di spessore. La totalità dell’involucro esteriore è composto da un rivestimento di pietra arenaria locale; la sua tonalità e matericità si integrano nel contesto trasmettendo un’idea di monoliticità ed essenzialità rafforzando in questo modo il carattere espressivo dell’edificio.



Le lastre di pietra vengono accostate a filo permettendo così di minimizzare le linee di fuga e aumentando la materialità dell’oggetto architettonico. La dimensione delle lastre di rivestimento varia in nove moduli di approssimativamente di 70 X 30 cm. Lo spessore di 10 cm ha permesso di risolvere l’angolo con elementi speciali senza indebolire la continuità del volume.La realizzazione delle aperture con elementi speciali di pietra unito al posizionamento del vetro nel lato interno della facciata permettono di nascondere il serramento. In questo modo è stato possibile da un lato rafforzare il carattere monolitico dell’edificio, mentre dall’altro esprimerne l’alleggerimento nella parte superiore. In questo modo il volume della torre trasmette la stessa semplicità e essenzialità che si può percepire  nell’edificio adiacente e assume un carattere atemporale nello stesso modo del paesaggio circostante.




Crediti  

               

Luogo                                  
C/Hospital 6. Roa. Burgos. Spagna
                           
Progettiosti                   
ESTUDIO BAROZZI VEIGA Fabrizio Barozzi / Alberto Veiga


Collaboratori                    
Antonis Vourexakis


Project Team                     
Tanja Oppowa                                     
Paulo Lopes
Antonio Pinto
Agnieszka Samsel


Consulenti Struttura  
BOMA S.L.


Impianti   
Grupo JG S.L.


Direzione cantiere  
J/T Ardevols i Associats S.L.


Periodo di progettazione             
07/05/2006 – 29/03/2008


Periodo di realizzazione                
01/11/2008 – 07/10/2010


Data completamento    
07/10/2010


Impresa costruttrice       
UTE COMSA-INMEVA


Dimensioni opera            
4.146 mq superficie lorda, 3.020 mq di superficie utile


Costo  dell’opera                               
 4.308.436 euro



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