Scuola UPI a Valencia

Parede Pedrosa arquitectos



“Il costruito crea una sorta di recinto che protegge le attività educative dall’ambito urbano circostante definendo al tempo stesso, assieme alla vegetazione inglobata, la strategia climatica ottimale per il funzionamento razionale della struttura. L’impianto planimetrico è costruito sull’analisi delle necessità del luogo e risponde in modo essenziale ed economico ai requisiti funzionali dell’attività scolastica, dimostrando una matura capacità di controllo progettuale. L’uso intelligente di materiali comuni come la ceramica consente la risoluzione delle questioni costruttive e al contempo la definizione di una precisa identità architettonica”.

Con queste parole, il Prof. Thomas Herzog ha presentato Angela Pardes e Ignacio Pedrosa al pubblico presente a Ferrara lo scorso Giugno alla cerimonia di premiazione della Nona Edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile.

Il Premio, nato nell’ambito dell’importante manifestazione internazionale Xfaf del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrrara nel 2003, si appresta a festeggiare il suo primo decennio di vita.

Ideato e promosso dal Dipertimento di Architettura stesso e dall’azienda Fassa Bortolo, l’ormai affermato riconoscimento internazionale intende riportare l’attenzione sulla necessità di riesaminare il rapporto tra processo edilizio e qualità dell’habitat attraverso il perseguimento della compatibilità tra produttività economica, tutela delle risorse e qualità dell’ambiente.



I progettisti spagnoli si sono aggiudicati la medagli d’oro dell’edizione 2012 (che ha visto come medaglie d’argento Cristoph Ingenhoven dalla Germania e LAN architecture dalla Francia) con un’opera che mostra tutta la loro sensibilità e completo coinvolgimento in ogni aspetto, sia tecnologico che sociologico del progetto.

Oltre ai tre progetti citati che, pur nella loro diversità, erano tutti di livello architettonico molto elevato, quest’anno la giuria ha altresì nominato per la menzione d’onore tre opere selezionate da una short list per vari aspetti caratterizzanti, di Philippe Samyn (Belgio), Hermann Kaufmann (Austria) e Burkhalter Sumi (Svizzera).

La manifestazione si avvia dunque a celebrare un decennio arricchito dalla condivisione di centinaia di opere legate all’architettura sostenibile e da una rete di rapporti con i più importanti architetti internazionali che ha permesso di incrementare anno dopo anno la qualità delle giurie e di conseguenza la competenza nelle scelte effettuate.



UPI non è una scuola d’infanzia convenzionale, ma un gruppo di aule specializzate localizzate in un contesto naturale, dove i bambini possono sviluppare la loro creatività ben oltre l’orario e l’ambiente scolastico.

Il volume proposto non modifica il disegno originale del parco Ausías March, infatti la UPI rispetta e preserva sei grandi gelsi preesistenti, organizzando le aule intorno a questi alberi e configurando un cortile centrale di forma lobulata.

Aule di lettura, informatica, pittura, fotografia, teatro e musica si combinano con due panche circolari all’aperto, circondando un recinto di sabbia e un piccolo spazio per raccontare storie e fare attività didattica.

Il cortile diviene così il cuore della scuola, che collega spazi aperti, coperti ed interni. Verso l’esterno, l’edificio mostra un aspetto sobrio e continuo. La facciata, richiama un’astratta staccionata e serve a evitare la costruzione di una recinzione più invasiva attorno all’edificio scolastico.

                    


Per la facciata e il tetto si é utilizzato un rivestimento ceramico, così da creare una continuità che avvolge tutto l’edificio. Dall’esterno la UPI si presenta come un recinto bianco e luminoso sul quale si riflettono le ombre degli alberi circostanti. Soltanto in due punti si apre la facciata ceramica: all’ingresso e in corrispondenza di una grande finestra che guarda dall’alto verso la città storica.

L’architettura vernacolare mediterranea ha sempre utilizzato la ceramica poiché questa permette di ridurre la manutenzione e perché si adatta ad un clima mite. D’estate, la ceramica riflette la luce e protegge l’interno dalle alte temperature.

Questo rivestimento é pensato a partire da un elemento tridimensionale che, attraverso la sua ripetizione, assume le sembianze di un recinto di bambù. I pezzi hanno una doppia faccia e il lato orizzontale permette di realizzare la copertura del tetto.

I prospetti sul cortile si costruiscono con serramenti in legno verniciati di bianco. Le ampie vetrate potenziano la trasparenza tra spazi interni ed esterni, rendendo ben visibili i gelsi dalle aule. Il pavimento interno è fatto in linoleum e i soffitti con lastre di sughero per motivi acustici. Questi materiali si combinano con la struttura a vista dei muri di cemento armato.

La sostenibilità si ottiene grazie alla concezione del progetto. A causa del budget limitato il progetto sfrutta la struttura e i rivestimenti come materiali d’isolamento. L’interno rimane protetto dal forte sole estivo grazie all’ombra degli alberi. D’inverno, i gelsi perdono le foglie e la luce penetra senza ostacoli all’interno delle aule. La primavera trasforma gli alberi e di nuovo essi diventano un’ombra naturale per i bambini. Durante tutto l’anno, grazie ai grandi vetri, l’illuminazione artificiale si riduce al minimo.


                            


Crediti

 

            

Scuola  UPI a Gandía

 

Località: Parque Ausías March, Gandía. Valencia

Progettisti: Angela García de Paredes & Ignacio Pedrosa

Collaboratori: Álvaro Oliver, Álvaro Rábano, Lucía Guadalajara, Ángel Camacho, Laura Pacheco

Ingegnere: Antonio García Blay

Strutture: Alfonso G. Gaite. GOGAITE, S.L.

Impianti: JG S.A.

Impresa: Alesa Proyectos y Contratas S.A.

Ceramica: Ceràmica Cumella

Superficie: 1075 sqm

Progetto: 2010

Costruzione: 2011

Immagini: Luis Asín

              


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